
Cos'è il digiuno intermittente?
Il digiuno intermittente (intermittent fasting, IF) è un modo di alimentarsi in cui si alternano periodi di assunzione di cibo e periodi di digiuno. Non si tratta di una dieta specifica, ma di una struttura temporale che stabilisce quando mangiamo e quando no.
Il metodo più usato è il time-restricted eating (TRE) - cioè un regime in cui tutto l'apporto giornaliero di cibo avviene in una determinata finestra, tipicamente 6-10 ore al giorno, mentre il resto della giornata (14-18 h) è digiuno. Durante il digiuno di solito sono permesse solo bevande senza calorie, come acqua, caffè nero o tè non zuccherato.
Un'altra forma è l'alternate-day fasting (ADF) - l'alternanza di giorni con apporto normale di cibo e giorni con un apporto energetico molto basso (circa 500-800 kcal). È noto anche il regime 5:2, in cui per cinque giorni si mangia normalmente e per due giorni si riducono notevolmente le calorie.
Quali benefici porta il digiuno intermittente?
Del digiuno intermittente si parla spesso come di uno strumento per il controllo del peso e per favorire la salute metabolica.
Le ricerche mostrano che l'IF può:
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ridurre l'apporto energetico settimanale totale,
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migliorare la sensibilità all'insulina e favorire la salute metabolica,
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aumentare l'ossidazione dei grassi e limitarne il deposito,
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ridurre i processi infiammatori e migliorare la funzione mitocondriale,
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stabilizzare il ritmo circadiano, il che può influenzare positivamente sonno ed equilibrio ormonale,
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e nelle persone in sovrappeso anche ridurre la pressione sanguigna, il livello di glucosio e migliorare il profilo lipidico.
Il meccanismo d'azione consiste soprattutto nella riduzione dell'apporto calorico totale e in un accordo naturale con i ritmi biologici del corpo. Durante il digiuno aumenta l'utilizzo dei grassi come fonte di energia, si riduce lo stress ossidativo e migliora la flessibilità metabolica.
Quali possono essere gli svantaggi?
Il digiuno intermittente è generalmente sicuro, ma non è adatto a tutti.
In alcune persone può provocare: stanchezza, mal di testa, irritabilità o problemi di concentrazione, soprattutto nei primi giorni. Inoltre può essere meno adatto alle donne, nelle quali un digiuno più lungo può influenzare l'equilibrio ormonale, e non è consigliato per le persone con tendenza ai disturbi alimentari. Con un regime impostato male può portare anche a fame eccessiva e abbuffate durante la finestra consentita, per cui l'effetto originario si perde completamente.
Il digiuno intermittente influenza la prestazione sportiva?
Dal punto di vista della prestazione non ci sono prove di un miglioramento diretto. Gli studi a breve termine mostrano che, mantenendo un apporto sufficiente di energia e nutrienti, non si verifica un peggioramento della prestazione negli sport di media durata (ad es. calcio, corsa fino a 90 minuti). D'altra parte non esistono prove che l'IF porti a un aumento delle prestazioni o a migliori adattamenti all'allenamento.
Per gli sportivi di resistenza e di forza è fondamentale il tempismo dei pasti - il corpo ha bisogno di energia prima dell'allenamento e di nutrienti sufficienti dopo.
Periodi più lunghi senza cibo possono limitare la sintesi proteica muscolare (MPS) e quindi ridurre il potenziale di crescita o recupero. Per questo l'IF non è ideale per gli sportivi che vogliono massimizzare la prestazione o la costruzione muscolare.
E la massa muscolare?
Le ricerche confermano che, durante una dieta ipocalorica, il digiuno intermittente non porta a maggiori perdite di massa muscolare rispetto ad altre diete, a condizione che sia garantito un apporto sufficiente di proteine. Al contrario, nelle persone che puntano ad aumentare la massa muscolare, il risultato può essere più debole, perché una finestra alimentare più corta rende più difficile assumere una quantità sufficiente di calorie e proteine. Un altro fattore è che il digiuno prolungato riduce la frequenza della sintesi proteica, il che rallenta la crescita muscolare.
Gli sportivi che vogliono provare l'IF dovrebbero pianificare attentamente il tempismo dei pasti rispetto all'allenamento e aumentare la densità nutrizionale (soprattutto di proteine) nella finestra consentita.
Riepilogo
Il digiuno intermittente può essere un metodo efficace per il controllo del peso e il miglioramento della salute metabolica, ma i suoi effetti non sono migliori rispetto a una normale restrizione calorica con lo stesso deficit energetico. Nella popolazione generale la perdita di peso è di circa 0,25-0,35 kg a settimana, con l'alternate-day fasting fino a circa 0,75 kg a settimana.
Per gli sportivi l'IF può essere un'alternativa interessante per i periodi fuori dalla stagione principale o per un migliore controllo del peso corporeo, non come strategia per migliorare la prestazione.
Ogni corpo reagisce in modo diverso - mentre per qualcuno il digiuno intermittente può essere naturale e sostenibile, per un altro può togliere energia e concentrazione.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34633860/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35070352/
- https://bmjopensem.bmj.com/content/8/1/e001206
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9998115/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31283627/
- https://www.healthline.com/nutrition/11-myths-fasting-and-meal-frequency?fbclid=IwAR0xYaTHgU-_848fzt6eVOpo8QYjknBqhvnMtVRkL-A2OoRsdLwEUIxsxcw#TOC_TITLE_HDR_13
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