Creatina per i fondisti: quali sono i suoi benefici e rischi?

4 aprile 2026Michal Jetelina0 commenti

La creatina è da tempo uno degli integratori alimentari più studiati sul mercato. Mentre i suoi benefici per la costruzione di massa muscolare, forza ed esplosività in combinazione con l'allenamento di forza sono ben dimostrati, negli sport di resistenza la situazione è più complessa. Quali sono quindi i reali benefici della creatina per i fondisti e in quali situazioni può invece rallentarci?

Creatina per gli sportivi di resistenza – corridori in gara

Perché la creatina non ha un effetto significativo sulla performance di resistenza?

Durante l'esercizio di resistenza la maggior parte dell'energia cellulare (ATP) viene rigenerata tramite la combustione aerobica di carboidrati e grassi (fosforilazione ossidativa nei mitocondri), motivo per cui il contributo complessivo della scissione della fosfocreatina alla produzione di energia è minimo. La creatina che assumiamo e immagazziniamo nei muscoli si trasforma in fosfocreatina, che funge da riserva di energia rapida per contrazioni muscolari anaerobiche molto intense (sprint, esercizi di forza, ecc.).

Anche se tra la creatina e il metabolismo aerobico esiste un collegamento sotto forma del cosiddetto "shuttle system" (sistema di trasporto). In questo meccanismo la creatina funge da corriere intracellulare, che preleva il gruppo fosfato ad alta energia dall'ATP prodotto nei mitocondri e lo trasporta direttamente al luogo di consumo – ossia alle fibre muscolari in contrazione. I dati scientifici confermano però che, durante uno sforzo submassimale costante, la disponibilità di creatina e fosfocreatina per questa diffusione semplicemente non è un fattore limitante.

La creatina non ha effetto nemmeno sul consumo di ossigeno, sullo scambio dei gas respiratori, e nemmeno sulla concentrazione di lattato nel sangue. Nell'ambito della performance fisica aerobica, quindi, la quantità di fosfocreatina non è un fattore limitante per le cellule (Jones et al., 2002).

Dove la creatina può aiutare i fondisti?

Esistono comunque alcuni dati scientifici che mostrano che la creatina può avere senso per i fondisti in situazioni specifiche (Forbes et al., 2023):

Esplosività nei momenti critici
La creatina permette di generare energia più rapidamente in un improvviso cambio di ritmo, nel rispondere all'attacco di un avversario o in uno sprint finale travolgente verso il traguardo.
Sprint migliori all'interno di uno sforzo più lungo
In triatleti d'élite la creatina ha migliorato la performance in sprint brevi del 18% (Engelhardt et al., 1998). Nei ciclisti ha aiutato negli sprint finali su 1 e 4 km (Tomcik et al., 2018) e nei nuotatori ha accelerato gli ultimi 50 m all'interno di una gara sui 400 m (Anomasiri et al., 2004).
Ritardo dell'affaticamento muscolare
Il rapido ripristino dell'ATP tramite la fosfocreatina consuma ioni idrogeno, attenuando così l'acidificazione direttamente all'interno delle cellule muscolari e ritardando la comparsa dell'affaticamento. Non blocca la produzione di lattato, ma mitiga l'ambiente acido nel punto di lavoro muscolare.
Ripristino del glicogeno e recupero
In combinazione con i carboidrati, la creatina facilita la sintesi del glicogeno. Esistono anche evidenze che dopo un'attività di resistenza riduce lo stress ossidativo e l'infiammazione, accelerando così il recupero.
Protezione delle fibre muscolari veloci
Durante i ritiri di allenamento con alto volume di carico, i fondisti rischiano di perdere le caratteristiche delle fibre muscolari veloci. Studi su animali suggeriscono che la creatina può aiutare a preservare queste caratteristiche, fondamentali per mantenere velocità e capacità di sprint (Putman et al., 2015).

Quando la creatina può rallentarci? L'insidia del peso corporeo

Il meccanismo principale con cui la creatina può danneggiare i fondisti è l'aumento del peso corporeo. L'integrazione (soprattutto nella fase di carico) porta tipicamente a ritenzione idrica e a un aumento del peso corporeo di circa 1-2 chilogrammi, o anche di più se si considera l'aumento della massa muscolare.

Questo aumento di peso corporeo divide gli sport di resistenza in due categorie:

Svantaggio
Sport in cui si porta il proprio peso
Ad esempio la corsa – i chili in più devono essere portati dallo sportivo stesso. Uno studio (Balsom et al., 1993) ha dimostrato un peggioramento dei tempi nella corsa trail nel gruppo che integrava creatina, proprio a causa dell'aumento di peso di 0,5-1 kg.
Nessuno svantaggio
Sport senza "carico gravitazionale proprio"
Ad esempio ciclismo, nuoto – il peso acquisito non rappresenta uno svantaggio sostanziale. Uno studio sui ciclisti ha mostrato che il peso maggiore dovuto alla creatina non ha avuto un impatto negativo sulla performance nemmeno su una salita dell'8% (Tomcik et al., 2018).

Riepilogo pratico

La creatina ha nello sport di resistenza un ruolo minore, ma teoricamente non trascurabile, soprattutto se nella tua disciplina cambia il ritmo, si attacca o si decide con lo sprint finale.

Ciclisti, nuotatori e triatleti possono trarre beneficio da un miglior attacco e sprint finale senza grandi timori che il peso aggiuntivo li rallenti.
La creatina può aiutare anche i runner di mezzofondo, gli sciatori di fondo, i biatleti, i canoisti e i canottieri.
Per i runner e i maratoneti l'aumento di peso durante la stagione agonistica può essere controproducente. Ha più senso nel periodo di preparazione o durante la preparazione di forza. Un dosaggio senza fase di carico (intorno ai 3 g/giorno) può aiutare a evitare un aumento di peso indesiderato.
Sportivi ibridi, che vogliono raggiungere sia un alto livello di performance aerobica sia esplosività e forza. Oppure runner che vogliono più massa muscolare e non competono per tempi assoluti – anche a 90 kg si può completare una maratona sotto le 3 ore.
Nell'ambito della pura performance di resistenza la creatina non aiuta, che si tratti di maratona o mezza maratona.
La creatina per favorire il recupero è molto efficace – riesce ad accelerare il ripristino del glicogeno dopo allenamenti estenuanti. Va integrata a lungo termine e non importa se la si assume prima o dopo l'allenamento.

Conclusione per gli sportivi di resistenza

Per la maggior parte dei fondisti la creatina non è un integratore per la performance di resistenza pura o per il "giorno della gara", ma può essere un integratore prezioso nei blocchi di allenamento impegnativi per massimizzare il recupero e costruire muscoli per il carico successivo. Gli sportivi di resistenza dovrebbero però usare la creatina nel contesto dei propri obiettivi e tenere presente l'effetto negativo dell'aumento del peso corporeo.


Fonti
  1. Jones, A. M., Carter, H., Pringle, J. S. M., & Campbell, I. T. (2002). Effect of creatine supplementation on oxygen uptake kinetics during submaximal cycle exercise. Journal of Applied Physiology, 92(6), 2571–2577.
  2. Tomcik KA, Camera DM, Bone JL, et al. Effects of Creatine and Carbohydrate Loading on Cycling Time Trial Performance. Med Sci Sports Exerc. 2018;50(1):141–150.
  3. Engelhardt M, Neumann G, Berbalk A, Reuter I. Creatine supplementation in endurance sports. Med Sci Sports Exerc. 1998;30(7):1123–9.
  4. Balsom PD, Harridge SDR, Soderlund K, Sjodin B, Ekblom B. (1993). Creatine supplementation per se does not enhance endurance exercise performance. Acta Physiologica Scandinavica, 149: 521–523.
  5. Putman CT, Gallo M, Martins KJ, et al. Creatine loading elevates the intracellular phosphorylation potential and alters adaptive responses of rat fast-twitch muscle to chronic low-frequency stimulation. Appl Physiol Nutr Metab. 2015;40(7):671–82.
  6. Anomasiri W, Sanguanrungsirikul S, Saichandee P. Low dose creatine supplementation enhances sprint phase of 400 meters swimming performance. J Med Assoc Thai. 2004;87 Suppl 2:S228–32.
  7. Forbes SC, Candow DG, Neto JHF, et al. Creatine supplementation and endurance performance: surges and sprints to win the race. Journal of the International Society of Sports Nutrition, 20(1), 2023.
  8. Jeukendrup, A., & Gleeson, M. (2025). Sport nutrition (4th ed.). Human Kinetics

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